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Sono tre mestieri diversi che spesso stanno nella stessa scatola, ed è qui che nasce la confusione.
Il DAC (convertitore digitale-analogico) fa una cosa sola: riceve un flusso digitale e lo trasforma in segnale analogico da mandare all'amplificatore. Non si collega alla rete e non ha un'interfaccia: gli dai un segnale via USB, ottico o coassiale e lui converte.
Lo streamer si collega al Wi-Fi o all'Ethernet e va a prendere la musica dai servizi in abbonamento — Qobuz, Tidal, Spotify — o dai file sul tuo NAS. Molti streamer hanno un DAC dentro; altri escono solo in digitale e vanno abbinati a un convertitore esterno.
Il lettore di rete è in sostanza uno streamer con più attenzione alla riproduzione di file locali in alta risoluzione.
In questa sezione trovi anche amplificatori integrati con convertitore incorporato. Sono la scelta di chi non vuole tre scatole: colleghi il computer o il televisore via USB o ottico e hai finito. Il compromesso è che, cambiando il DAC in futuro, cambi tutto l'amplificatore. Se preferisci l'approccio a componenti separati guarda gli amplificatori integrati e abbinaci un DAC di questa pagina.
Un DAC esterno migliora davvero il suono?
Rispetto al convertitore di un computer o di un televisore, sì, la differenza si sente. Rispetto al DAC già buono di un amplificatore recente, molto meno: conviene verificare cosa hai già prima di aggiungere una scatola.
Mi serve sia il DAC sia lo streamer?
Solo se lo streamer che scegli non ha il convertitore dentro. Molti modelli fanno entrambe le cose.
Posso usare lo streamer con Spotify e Tidal?
Dipende dal modello. I servizi supportati variano: scrivici con il nome dell'apparecchio e ti confermiamo quali app funzionano.
Vendiamo hi-fi dal 2002 e su questa categoria la domanda che ci fanno più spesso non è "quale è il migliore" ma "quale serve a me". Scrivici cosa hai già — amplificatore, sorgenti, come ascolti — e ti diciamo se ti serve un DAC, uno streamer, tutti e due o niente del tutto.