In un impianto multicanale i diffusori sono la parte che senti davvero: l'elettronica si cambia, le casse restano. La regola che conta piu di ogni altra e la coerenza timbrica, cioe che tutti i canali abbiano lo stesso carattere. Un suono che si sposta da sinistra al centro cambiando colore rompe l'illusione, e succede quando si mettono insieme marche e serie diverse. Meglio una serie modesta ma omogenea che tre pezzi pregiati scoordinati.
I frontali portano musica, effetti e gran parte della dinamica. Le torri da pavimento scendono piu in basso e reggono volumi alti senza sforzo, ideali oltre i 20 metri quadri. I bookshelf su stand rendono benissimo in stanze medie e si integrano meglio con un subwoofer, che comunque in un impianto cinema c'e sempre. Guarda sensibilita e impedenza: sotto gli 87 dB o con carichi a 4 ohm serve un sintoamplificatore con corrente vera.
Oltre meta della colonna sonora di un film passa dal centro: dialoghi, voci, buona parte degli effetti in primo piano. Un canale centrale sottodimensionato o di serie diversa dai frontali si sente subito, con voci ovattate o fuori fuoco. Va preso della stessa famiglia dei frontali, montato in asse col televisore, il piu vicino possibile all'altezza dell'orecchio e mai chiuso dentro un mobile.
I surround non devono farsi localizzare: il loro lavoro e avvolgere. I dipolari, con emissione sfasata ai lati, diffondono e funzionano bene appesi lateralmente vicino al punto d'ascolto. I monopolari sono piu precisi e oggi preferibili con Atmos e DTS:X, che spostano oggetti sonori nello spazio. Dove lo spazio manca, i diffusori on wall risolvono con pochi centimetri di sporgenza.
Atmos e DTS:X aggiungono il piano verticale. La soluzione migliore sono diffusori a soffitto sopra e leggermente davanti al punto d'ascolto; l'alternativa sono i moduli riflettenti appoggiati sopra i frontali, che rimbalzano il suono sul soffitto e funzionano solo se e piano, rigido e non troppo alto. Due canali in altezza bastano per sentire la differenza, quattro chiudono la bolla in stanze grandi.
Un 5.1 e il punto di partenza sensato: due frontali, il centrale, due surround e un subwoofer. Se il budget non arriva, meglio un 3.1 fatto bene, cioe frontali e centrale di qualita piu subwoofer, e aggiungere i surround dopo. Partire con cinque casse economiche da nulla e un errore che si paga alla prima riascoltata.
Si, ed e anzi la strada che consigliamo se sono buoni. Il sintoamplificatore li gestisce come frontali e tu aggiungi centrale e surround cercando la stessa famiglia o almeno un carattere simile. Se la marca non fa piu quella serie, punta su un centrale dello stesso costruttore con tweeter di tipo analogo.
L'incasso sparisce alla vista ed e perfetto per i canali in altezza e per i surround dove non puoi appendere nulla. Sui frontali chiede attenzione: la parete diventa parte del carico e serve un volume adeguato dietro. Se l'estetica non e un vincolo assoluto, un diffusore tradizionale a pari prezzo suona quasi sempre meglio.
Un kit garantisce coerenza timbrica e costa meno della somma dei singoli: e la scelta piu sicura per chi parte, per esempio un kit 5.1. I pezzi separati hanno senso quando hai gia qualcosa di buono o quando vuoi frontali di categoria superiore e resto in tono. Con poco spazio guarda anche i sistemi compatti.
Guarda sensibilita e impedenza minima dei diffusori, non i metri quadri. Con 88-90 dB e 8 ohm un buon sintoamplificatore da 90-100 watt reali basta. Con diffusori piu esigenti o stanze grandi conviene affiancare finali multicanale almeno sui frontali, lasciando al sinto la sola elaborazione.
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