Il finale multicanale fa una cosa sola: prende il segnale gia elaborato e lo trasforma in potenza per i diffusori. Serve quando il sintoamplificatore non ce la fa, e non ce la fa piu spesso di quanto si creda, perche i watt di targa si misurano su due canali pilotati mentre un film ne chiede cinque o sette insieme. Aggiungere un finale e il modo per far crescere un impianto senza buttare via quello che hai.
Tre casi. Diffusori con sensibilita bassa, sotto gli 87 dB, che chiedono corrente. Impedenza che scende sotto i 6 ohm sui picchi, dove i sinto vanno in protezione. Stanze grandi o distanze d'ascolto oltre i quattro metri, dove per arrivare al livello di riferimento servono decibel che un sinto d'ingresso non ha. Se il tuo sintoamplificatore scalda e comprime nelle scene forti, e il momento.
Il finale a due canali si usa sui frontali, che e la scelta piu efficiente: sono loro a portare musica ed effetti principali. Con tre canali copri anche il centrale, cioe i dialoghi. Con cinque o sette porti fuori dal sinto tutta la sezione di potenza e lo lasci lavorare solo come processore, con un guadagno netto anche sui canali che restano. Puoi partire da due e affiancarne un altro dopo.
Servono le uscite pre-out sul sintoamplificatore: sono prese RCA, a volte XLR bilanciate, che portano il segnale a livello linea. Colleghi pre-out del canale al relativo ingresso del finale e i diffusori al finale. Nulla cambia nella gestione: volume, calibrazione e decodifica restano al sinto o al pre/processore. Se il tuo sinto non ha pre-out, il finale non e collegabile: e il primo dato da verificare.
La classe AB e la strada tradizionale: pesante, scalda, ma con un controllo del basso e una naturalezza che restano un riferimento. La classe D moderna e piccola, fredda, efficiente e sui buoni progetti oggi suona molto bene, con riserve di corrente notevoli a parita di prezzo e ingombro. Per un impianto multicanale in un mobile chiuso, la classe D risolve anche il problema del calore.
Si sente sui picchi e sul controllo: esplosioni e passaggi complessi restano puliti invece di comprimersi, le voci non si induriscono ai volumi alti, il basso e piu asciutto. A volume basso la differenza e minima. Se ascolti sempre piano in una stanza piccola, il finale non e la spesa che ti cambia l'impianto.
Comincia da due sui frontali: e li che sta la maggior parte del contenuto e il sinto si alleggerisce comunque, perche i canali che restano si dividono un'alimentazione meno sollecitata. Il passo a cinque o sette ha senso in impianti grandi o con diffusori esigenti su tutti i canali, surround compresi.
Certo, ed e una soluzione ottima se ne hai gia uno. Lo colleghi ai pre-out dei frontali e il gioco e fatto. L'unica accortezza e il guadagno: se il finale hi-fi ha sensibilita d'ingresso diversa dagli altri canali, la calibrazione automatica del sinto compensa i livelli senza problemi.
Se hai quattro canali di elevazione o un impianto oltre il 7.1, i canali disponibili sul sinto finiscono in fretta e il finale diventa necessario. Con due soli canali in altezza in genere basta il sintoamplificatore, perche i diffusori Atmos lavorano su livelli piu contenuti rispetto ai frontali.
Gli amplificatori home cinema integrano il processore e la potenza ma senza sezione radio; il finale multicanale e solo potenza e va sempre preceduto da un pre/processore o da un sinto con pre-out. Il finale e il mattone da aggiungere a un impianto esistente, l'amplificatore integrato e il cuore di un impianto nuovo.
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