Il giradischi è una macchina meccanica di precisione: il suo lavoro è far girare il disco a velocità costante e tenere la testina ferma nel solco, isolata da tutto il resto. Per sceglierlo bene conta capire quanto vuoi fare da solo — c'è il giradischi pronto in dieci minuti e c'è la base su cui costruire negli anni — e con cosa lo collegherai a valle.
I modelli completi arrivano con braccio e testina montati e pre-regolati: si appoggia, si livella, si ascolta. Le basi da comporre lasciano scegliere braccio e testina: massima libertà, ma serve mano ferma o il nostro aiuto in taratura.
Molti giradischi moderni integrano il pre phono: si collegano a qualsiasi ingresso linea o a casse attive. Comodo per iniziare, con un interruttore per escluderlo quando arriverà un pre esterno migliore — la strada di upgrade resta aperta.
Cinghia o trazione diretta: in casa vince quasi sempre l'esecuzione sul principio. Guarda piuttosto il cambio velocità (elettronico o a mano spostando la cinghia), la regolarità di rotazione e la qualità di piatto e perno: è lì che i soldi si sentono.
Il nemico del giradischi sono le vibrazioni: dei passi, del mobile, dei diffusori stessi. Telai smorzati e piedini regolabili aiutano, ma metà del risultato è l'appoggio: un mobile rigido e in bolla, lontano dai diffusori — o un ripiano a muro nei casi difficili.
Collegare il giradischi a un ingresso linea senza pre phono — volume bassissimo e suono esile — o, al contrario, il pre integrato attivo sopra un ingresso phono: distorsione garantita, e la colpa non è del giradischi. Saltare la messa in bolla e la regolazione del peso: dieci minuti che valgono più di qualsiasi accessorio. E appoggiarlo sullo stesso mobile leggero dei diffusori, a volume alto: il feedback si mangia il basso e sporca tutto.
Un modello completo con testina già montata e pre phono integrato: colleghi e ascolti, e quando vorrai migliorare potrai cambiare testina e aggiungere un pre esterno senza cambiare macchina. La spesa sensata di partenza è quella che include già una testina decorosa.
Sì, se il giradischi ha il pre phono integrato o se ne interponi uno esterno: l'uscita diventa livello linea e entra in qualsiasi cassa attiva o diffusore amplificato. Molti diffusori amplificati recenti hanno addirittura l'ingresso phono dedicato: in quel caso basta il cavo.
Sempre un controllo: messa in bolla del piano, peso di lettura secondo le specifiche della testina, antiskating allo stesso valore. Nei modelli pre-montati è questione di minuti e il manuale guida bene; per bracci e testine montati a parte, la taratura completa fa la differenza — chiedici.
In ordine: la testina (o solo lo stilo di gamma superiore sulle MM), poi il pre phono, poi l'appoggio — un buon tappetino e un mobile rigido costano poco e si sentono. Cambiare il giradischi intero ha senso solo quando questi tre passi sono già fatti.
Sono comodità reali — digitalizzare i dischi, ascoltare su casse Bluetooth — ma non aggiungono qualità: il suono resta quello di meccanica, braccio e testina. Se il budget è fisso, meglio spenderlo in questi tre elementi che in funzioni accessorie.
Completa la catena con le testine MM e MC, i preamplificatori phono e gli accessori per la cura del vinile.
Dal 2002 montiamo e tariamo giradischi: te lo consigliamo già abbinato al resto dell'impianto e ti seguiamo nella regolazione. Consulenza personalizzata, spedizione assicurata in tutta Italia e assistenza anche dopo l'acquisto.