Hai collegato il giradischi e il suono non convince: troppo sottile, troppo aggressivo sulle voci, oppure così basso che devi girare la manopola a metà corsa. Spesso non è colpa del disco né del giradischi: è la testina, o il modo in cui è stata collegata. La testina è il blocchetto in punta al braccio, quello che porta la puntina: è il primo anello della catena, e se sbagli lì tutto il resto eredita l’errore.
Cosa succede quando la puntina legge il solco
Sul disco c’è una scanalatura a spirale, il solco. Le sue pareti non sono lisce: sono ondulate, e quelle ondulazioni sono la musica, incisa nel vinile. Le due pareti portano informazioni diverse, una il canale sinistro e una il destro: ecco perché la puntina si muove in diagonale e non solo su e giù.
La puntina, un piccolissimo diamante, è incollata su un braccetto sottilissimo detto cantilever. All’altro capo, dentro la testina, ci sono magneti e bobine di rame: quando il cantilever vibra, un magnete si muove vicino a una bobina e genera corrente, come la dinamo della bicicletta in scala microscopica. Ne esce un segnale debolissimo: tutto l’impianto non fa che amplificarlo.
MM e MC: cosa si muove
MM sta per magnete mobile: le bobine sono ferme, incollate al corpo, e a muoversi è un magnetino attaccato al cantilever. Le bobine possono quindi essere grandi, con molti avvolgimenti, e più avvolgimenti significano più tensione in uscita.
MC sta per bobina mobile: il magnete è fisso e a muoversi sono le bobine, montate sul cantilever. Ma se devono muoversi devono essere leggerissime, altrimenti frenano la puntina: pochi avvolgimenti di filo sottile, quindi pochissima tensione.
Da qui la differenza pratica: una MC produce spesso dieci o venti volte meno segnale di una MM. Non è un difetto, perché la massa mobile ridotta permette alla puntina di seguire le ondulazioni più minute del solco. Il prezzo è che quel segnale va amplificato molto di più, e amplificare molto significa amplificare anche rumore e ronzii.
In pratica
Non esiste “la MC suona meglio della MM”: esiste una MC ben abbinata che batte una MM mal abbinata, e viceversa. Se è il tuo primo giradischi parti da una MM: costa meno gestirla e la puntina la cambi da solo.
Lo stadio phono e la curva RIAA
Il segnale della testina non si può collegare a un ingresso qualsiasi. Il primo motivo è il livello: un lettore CD o uno streamer danno un segnale enormemente più forte, quindi su un ingresso normale la testina si sente appena.
Il secondo è la curva RIAA. Quando un disco viene inciso, i gravi vengono attenuati e gli acuti esaltati, secondo una regola standard fissata dall’associazione dei discografici americani. Il motivo è pratico: un basso a piena ampiezza scaverebbe un solco enorme, riducendo i minuti per facciata, mentre gli acuti incisi più forti si difendono meglio dal fruscio. In riproduzione va fatta l’operazione inversa, nella stessa identica misura, altrimenti il disco suona sottile e stridulo.
Il circuito che fa entrambe le cose — alzare il livello e rimettere in ordine le frequenze — è lo stadio phono. Può stare dentro l’amplificatore (l’ingresso marcato PHONO), essere una scatoletta separata, o trovarsi già nel giradischi.
Quando serve un pre phono esterno
L’ingresso integrato in un amplificatore è spesso pensato per le sole MM ed è un circuito semplice, che convive con trasformatori e alimentazioni: condizioni non ideali per un segnale così debole. Un pre esterno serve quando vuoi usare una MC non supportata, quando vuoi regolare il carico, o quando c’è un ronzio che non riesci a eliminare. Se stai ancora scegliendo l’amplificatore, verifica prima se ha un phono e di che tipo: ne parliamo in come scegliere l’amplificatore integrato.
Il carico, che quasi nessuno controlla
Il carico è ciò che la testina “vede” davanti a sé: fa parte del circuito, e cambiarlo sposta il bilanciamento fra gravi, medi e acuti più di quanto quasi tutti immaginino.
Per le MM conta la capacità
La capacità si misura in picofarad (pF) ed è, in parole povere, quanta carica elettrica riescono a immagazzinare il cavo e l’ingresso. Insieme alle bobine grandi di una MM crea una specie di “gobba” a una certa frequenza alta. Se la capacità totale è più bassa di quella prevista dal costruttore la gobba sale e il suono diventa acceso, tagliente sulle esse; se è troppo alta la gobba scende e sopra si perde aria. I costruttori indicano il valore consigliato: è la somma di cavo e ingresso phono.
Per le MC conta la resistenza
Le MC hanno pochissimi avvolgimenti e sono quasi insensibili alla capacità. A contare è la resistenza di carico, in ohm (l’unità che misura quanto un circuito si oppone al passaggio della corrente). Troppo alta, lascia la testina libera e può accentuare gli acuti, con un suono brillante e a volte nervoso; troppo bassa, la frena, e il risultato è chiuso. Molti pre per MC offrono più valori selezionabili. Una regola pratica diffusa, non una legge fisica, suggerisce di partire da un carico intorno a dieci volte l’impedenza interna dichiarata e poi aggiustare a orecchio.
Come si legge la scheda
Sono sempre gli stessi cinque numeri. Tensione di uscita in millivolt: sotto il mezzo millivolt sei in territorio MC a bassa uscita. Impedenza interna in ohm: serve a scegliere il carico. Carico consigliato: in pF per le MM, in ohm per le MC. Forza di appoggio in grammi: si regola con il contrappeso, e troppo poco peso rovina il solco quanto troppo. Massa in grammi: va rapportata a quella del braccio.
MM e MC a confronto
| MM (magnete mobile) | MC (bobina mobile) | |
|---|---|---|
| Segnale in uscita | Alto, qualche millivolt | Basso, frazioni di millivolt |
| Guadagno richiesto | Moderato: quasi ogni ingresso phono basta | Elevato: serve uno stadio dedicato e silenzioso |
| Sostituzione della puntina | Si sfila e si cambia a casa | Di norma no: si rimanda al costruttore |
| Costo di gestione | Contenuto e prevedibile | Impegnativo: ogni intervento pesa molto |
| Facilità di abbinamento | Alta, controllando la capacità del cavo | Attenzione a guadagno, carico e messa a terra |
Il filtro subsonico
Un disco non è mai perfettamente piatto né centrato. Queste imperfezioni, più le vibrazioni dal pavimento, fanno oscillare il braccio sotto i venti hertz: suoni che l’orecchio non sente ma che i coni riproducono, muovendosi avanti e indietro in modo visibile, con potenza sprecata e bassi confusi. Il filtro subsonico, presente su alcuni pre phono, taglia sotto quella soglia: se vedi i coni “respirare”, attivalo.
Gli errori che vediamo più spesso
- Collegare il giradischi a un ingresso normale. Volume bassissimo e suono sottile: manca lo stadio phono. O il contrario: phono del giradischi già acceso e collegato all’ingresso phono, con doppia amplificazione.
- Comprare una MC senza il pre adatto. Il suono resta debole e rumoroso perché il guadagno non basta.
- Ignorare il carico. Poi si dà la colpa alla testina “aggressiva” e si cambiano i cavi, quando bastava spostare un ponticello.
- Non regolare la forza di appoggio. Una puntina troppo leggera salta nei passaggi forti e consuma i solchi più di una regolata bene.
- Dimenticare il filo di massa. Va avvitato al morsetto dell’amplificatore o del pre: senza, il ronzio è quasi garantito.
- Usare una puntina consumata. Il diamante si logora e diventa tagliente: dopo un certo numero di ore rovina i dischi in modo permanente.
Domande frequenti
Posso passare da MM a MC sullo stesso giradischi?
Meccanicamente quasi sempre sì, l’attacco è standardizzato. Il punto è a valle: serve uno stadio phono che accetti le MC.
Esistono MC ad alta uscita?
Sì, e sono un buon compromesso: più avvolgimenti delle MC classiche e collegamento a un normale ingresso per MM. Rinunciano a parte della leggerezza tipica, ma semplificano tutto il resto.
Ogni quanto si cambia la puntina?
Dipende dal taglio del diamante e da quanto ascolti: come regola pratica, chi ascolta qualche ora a settimana ragiona in anni, non in mesi. Se gli acuti si sporcano a fine facciata, è ora.
Meglio spendere sulla testina o sul pre phono?
Se il pre attuale è un ingresso generico, di solito rende di più sistemare quello. Vale il ragionamento di integrato o pre più finale: conta l’equilibrio della catena.
Scegliere una testina vuol dire scegliere qualcosa che il resto dell’impianto sappia gestire; se il vinile convive con lo streaming, vedi anche DAC integrato o separato. Per un parere sull’abbinamento fra testina, braccio e stadio phono che hai già, scrivici in chat, anche in video-chat.
