L’A-S3000 è l’integrato con cui Yamaha, nel 2013, è tornata a fare hi-fi ai massimi livelli. Non è un apparecchio nostalgico: è il vertice della serie A-S, e chi lo ha usato sa che la qualità costruttiva è di un’altra categoria rispetto alla fascia sotto.
Il cuore è il finale flottante e bilanciato: stadio di potenza a MOSFET con elementi della stessa polarità sui due rami e l’intero circuito separato da massa, con controreazione e alimentazione indipendenti. La trasmissione del segnale è interamente bilanciata anche nel preamplificatore, dove il volume è elettronico a scala di resistenze. Cento watt per canale su 8 ohm, 150 su 4, fattore di smorzamento 250 o superiore.
Lo stadio phono è discreto e commutabile MM/MC dal frontale, con pre-pre per le bobine mobili: 2,5 mV su 47 kohm per le MM, 100 microvolt su 50 ohm per le MC. Ci sono due ingressi bilanciati XLR, ciascuno con attenuatore e selettore di fase, più MAIN IN e PRE OUT che permettono di usare l’apparecchio come solo finale o come solo preamplificatore.
Sul frontale i due grandi strumenti a lancetta commutabili fra picco e VU, i controlli di toni e bilanciamento, l’uscita cuffie con guadagno regolabile. La costruzione: coperchio in alluminio non magnetico da 6 millimetri, telaio ramato, trasformatore toroidale su telaio interno indipendente, morsetti in ottone.
Nessun ingresso digitale, nessun convertitore, nessun Bluetooth: è un integrato puramente analogico. Yamaha lo dichiara oggi fuori produzione; nella gamma attuale il posto di vertice è dell’A-S3200.
Questo esemplare: condizioni funzionali dichiarate 10 su 10, estetica 9,5 su 10 con lievi segni sopra il coperchio. Telecomando e imballo originale presenti. Funzionamento a 220 volt.








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