Il Gryphon Apollo è il giradischi con cui la casa danese ha voluto costruire un sistema di lettura analogica senza compromessi. Il progetto mette insieme quattro competenze: il design industriale di Søren Slebo del Gryphon Design Team, Helmut Brinkmann per meccanica e motori, Ortofon per la testina e l’Aarhus Technical Institute. Nel listino italiano è proposto con il braccio Gryphon Apollo Tonearm da 12,1 pollici e la testina a bobina mobile Gryphon Black Diamond DLC.
Due motori, una sola velocità
Brinkmann progetta giradischi da oltre quarant’anni e per l’Apollo ha avuto mano libera. Ha scelto due dei suoi motori Sinus a trazione a cinghia, costruiti a mano e collocati ai lati opposti del piatto, a 180° l’uno dall’altro. Due motori danno più coppia, riducono l’effetto «cogging» (la leggera irregolarità di rotazione dovuta ai poli magnetici) e lavorano meno sotto sforzo; la difficoltà è farli girare perfettamente insieme. Per questo Brinkmann ha sviluppato, per la prima volta, un controllo digitale della velocità: sincronizza i due motori, è più preciso di un controllo analogico e non richiede tarature. Restano le sue tecniche di pilotaggio «morbido» dei motori, affinate in decenni di lavoro.
Alimentazione
L’alimentatore dedicato deriva dalla tecnologia RöNt di terza generazione di Brinkmann e usa il circuito BZ 34, che riproduce con semiconduttori il comportamento di un raddrizzatore a valvole. Rispetto al RöNt eroga più corrente, quella che serve per pilotare due motori. Il riscaldatore del perno e l’illuminazione del piatto hanno un’alimentazione propria, separata elettricamente e meccanicamente, con un trasformatore dedicato.
Telaio e risonanze
La struttura disegnata da Slebo cerca insieme bellezza, rigidità e controllo delle vibrazioni. Il telaio è un sandwich di alluminio anodizzato, Kerrock e Smart Stack, un composto smorzante brevettato dal gruppo danese MENETA: materiali diversi accoppiati che dissipano le vibrazioni, secondo il principio del constrained layer damping. Il peso poggia su quattro punte massicce regolabili, mentre ogni motore è montato su un proprio sottotelaio, completamente disaccoppiato dalla struttura.
Un sistema pensato come un tutto
Giradischi, braccio e testina sono stati progettati per funzionare l’uno con l’altro, controllando ogni variabile fin dall’inizio. È una sorgente per impianti di altissimo livello, che merita uno stadio fono all’altezza e un appoggio stabile.
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