La Hana SH MK II porta lo stilo Shibata e le novità della seconda serie S a chi usa un ingresso phono MM. Con 2 mV di uscita si collega direttamente al pre phono dell’amplificatore, senza trasformatori né stadi MC dedicati, e il carico è quello standard di 47 kΩ.
Cosa cambia nella MK II
Masao Okada ha disegnato un nuovo cantilever in alluminio rastremato: più rigido e con meno massa efficace vicino alla punta, trasmette le modulazioni del solco al generatore con più chiarezza. Giogo, espansioni polari e pin dorati sono trattati criogenicamente, un processo preso dai modelli più costosi del catalogo. Anche il corpo è nuovo: riprende la forma non risonante della serie M, ha una verniciatura elastomerica nera opaca e una calotta in ottone con fori filettati per il fissaggio.
Lo stilo Shibata
Il profilo Shibata, nato per leggere i dischi quadrifonici, ha una linea di contatto stretta e alta: segue i solchi più fitti e le frequenze più acute meglio di un ellittico e distribuisce la pressione su una superficie più ampia, a vantaggio della durata della punta e del disco. In cambio chiede un allineamento curato: overhang, azimut e VTA vanno regolati con attenzione.
Montaggio
Il peso di 8,6 g, più alto rispetto alla prima serie, migliora l’accoppiamento con il braccio e rende la testina adatta a più modelli. La forza d’appoggio nominale è di 2 g, la tracciabilità di 70 µm a 2 g e la compliance dinamica di 10 × 10⁻⁶ cm/dyne. Risposta in frequenza 15 Hz – 32 kHz, separazione tra i canali di 28 dB.
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