Il Canor CD 2.10 riunisce un lettore CD con caricamento a fessura (slot-in) e un convertitore digitale/analogico con uscita a valvole. La conversione è affidata a un chip AK4490 a 32 bit; l’uscita fornisce 2 V RMS su RCA e 4 V RMS su XLR.
Conversione e ingressi
Ogni segnale, che arrivi dal disco, dalla USB o dagli ingressi S/PDIF, viene riportato a 192 kHz da un convertitore della frequenza di campionamento: così il jitter, cioè l’instabilità temporale del segnale digitale, resta uguale per tutte le sorgenti, con un valore dichiarato fino a 50 ps. Dalla USB legge PCM fino a 32 bit/768 kHz e DSD64, DSD128 e DSD256; l’ingresso coassiale è isolato da un trasformatore ad alta frequenza.
Valvole e alimentazione
La sezione analogica lavora con quattro valvole 6922 in circuiti rigorosamente simmetrici, preceduti da filtri passivi simmetrici. Parte digitale e parte analogica sono separate e alimentate in modo indipendente; il trasformatore è un toroidale compatto che, secondo Canor, irradia poco campo magnetico e produce poco ronzio meccanico.
Costruzione
Le schede sono realizzate con la tecnologia CMT di Canor, lo chassis è in alluminio e il frontale ospita un display a matrice di punti. Misura 435 × 120 × 405 mm, pesa 12 kg ed è disponibile in Silver e Black.
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