È la prima scelta da fare, e cambia tutto il resto.
Un impianto dedicato è progettato per un modello preciso: gli altoparlanti entrano nelle sedi originali senza adattatori, i cablaggi si innestano sui connettori di serie, il monitor prende il posto dell'autoradio con la cornice giusta. Si installa più in fretta, non lascia segni e se un giorno rivendi il mezzo torni all'originale in un'ora.
Un impianto universale dà più libertà di scelta sui componenti e costa meno, ma richiede lavoro di adattamento: staffe, fori, cablaggi da costruire.
Sulle moto le regole cambiano. I componenti stanno all'aperto, quindi servono altoparlanti waterproof, con membrane e sospensioni che reggano acqua, raggi ultravioletti e sbalzi di temperatura. Le vibrazioni del motore sono continue: un altoparlante da auto montato su una moto si scolla nel giro di una stagione.
Poi c'è il rumore. A 100 all'ora il vento copre tutto: serve pressione sonora vera, non potenza sulla carta. Per questo sulle Harley-Davidson lavoriamo con kit dedicati per fairing e bagagliere, amplificatori che stanno nello spazio disponibile e sorgenti che si comandano coi guanti.
Sulle auto moderne l'audio di serie è quasi sempre il punto debole. Ci sono due strade.
Nel mezzo c'è l'interfaccia CarPlay e Android Auto, che tiene gli schermi e i comandi originali aggiungendoci le funzioni dello smartphone.
Mezzi con problemi tutti loro: lamiere sottili che vibrano, spazi lunghi e stretti dove il suono si perde, alimentazione da batteria servizi. Sui quad e sugli UTV, come sulle moto, tutto deve essere a tenuta stagna.
Posso montarlo da solo?
I kit plug & play sì, sono pensati per questo. Per un impianto completo con processore serve la taratura, e quella si fa a orecchio dentro il mezzo, non da manuale.
Perde la garanzia dell'auto?
Se il collegamento avviene sui connettori originali senza tagliare cablaggi, no. È uno dei motivi per cui preferiamo gli impianti dedicati.
Serve per forza il subwoofer?
Non sempre. In auto piccole un buon sistema a due vie ben installato può bastare. Ma la maggior parte delle porte non riesce a riprodurre le frequenze basse, e lì il subwoofer non è un lusso.
Quanto tempo ci vuole?
Da poche ore per un cambio altoparlanti a più giorni per un impianto completo con insonorizzazione.
Installiamo dal 2002. Prima di consigliarti un componente ti chiediamo che mezzo hai, cosa ascolti e quanto vuoi spendere — in quest'ordine. Un impianto sbagliato non è quello che costa poco: è quello scelto senza sapere dove deve andare a finire.
Se preferisci montare da solo ti diciamo comunque cosa serve e cosa evitare. Se vuoi che lo facciamo noi, scrivici marca, modello e anno del veicolo.